La rievocazione storica delle “Allegrezze”

Corre l’anno 1550. Nel mese di febbraio, Giovanni Maria di Monte, di antica e nobile famiglia savinese, sale al soglio pontificio con il nome di Giulio III. Nel mese di luglio, suo fratello Balduino riceve dal duca Cosimo de’ Medici l’investitura feudale ottenendo la terra di Monte S. Savino con il titolo di contea.    Le prime infeudazioni promosse dal duca muovono dalla necessità politica di creare una catena di alleanze e consolidare così il principato di recente acquisizione. L’alleanza con il papa Giulio III, inoltre, è per lui di primaria importanza in un momento di particolare turbolenza in Italia. Tuttavia, a dispetto dei programmi politici, nel 1555 muore il papa Giulio III ed un anno dopo, nel 1556 muore anche il conte Balduino. Il feudo, passato al figlio Fabiano di Monte, sopravvivrà fino alla morte di quest’ultimo avvenuta nel 1569.  Ogni anno, in giugno, la comunità savinese rievoca la cerimonia dell’investitura del conte Balduino con la solenne concessione delle chiavi della città e rivive con cortei e pubblici festeggiamenti una delle pagine più significative della propria storia. Nobili e popolani prendono parte alle “allegrezze” e fra giochi di piazza, banchetti, mercanti e saltimbanchi la città saluta il nuovo conte e rende grazie ai santi protettori della nostra Terra.

Quartiere Castiglia

Quartiere Jalta

Quartiere Porticciolo

Quartiere San Giovanni

 

 

 

 

Divisione del paese in quartieri

 



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Pallone Grosso

Il gioco del pallone grosso o col bracciale ha avuto una straordinaria popolarità a Monte San Savino, basti pensare che testimonianze del gioco sono documentate fin dal 1565 e che le ultime partite furono giocate alla fine degli anni quaranta del Novecento. In questo ampio periodo di tempo le vicende del pallone si legarono alla vita della comunità savinese. Per secoli, in mancanza di altri spazi idonei, la piazza principale fu teatro delle sfide dei dilettanti locali, nonostante le denunce di abati e di badesse ”per il troppo libero parlare dei giocatori ” e “ le giornaliere questioni ” con i commercianti costretti a chiuder bottega per evitare i danni causati dal pesante pallone. La subordinazione dell'area urbana al pallone finì nel 1790 con la costruzione di un impianto specifico per il gioco, situato lungo le mura castellane fuori porta San Giovanni. Non trascorsero molti anni perché il pallone savinese balzasse agli onori delle cronache per il valore di alcuni suoi giocatori, autentici campioni osannati dalle folle dei principali sferisteri italiani. Tra i più celebri artisti del bracciale si segnalarono Agostino Frullani, Augusto Frullani e Dante Ulivi, immortalati anche dallo scrittore Edmondo De Amicis nel suo libro “ Gli azzurri e i rossi ”.

La Compagnia del Pallone Grosso presenta il gioco del pallone grosso richiamandosi al  “ Trattato del Giuoco della Palla”,   di Antonio Scaino,  pubblicato a Venezia nel 1555: bracciale lungo con impugnatura esterna di circa 2 chilogrammi, pallone pesante di circa 450 grammi, quattro giocatori per parte, utilizzo o meno di un muro di appoggio laterale. L'incontro si svolge nel modo seguente: battuta la palla e commesso il primo errore, la squadra che si aggiudica il primo scambio conquista i primi 15 punti ai quali si aggiungono, sempre nel caso di vittoria, altri 15 punti, poi 10 e infine 10. Il punteggio viene, pertanto, così conteggiato: 15 - 30 - 40 - 50. Aggiudicandosi il cinquantesimo punto la squadra vittoriosa conquista un gioco.  Nonostante l’analogia di questo punteggio con quello del tennis, le squadre, una volta giunte sul 40 pari, non proseguono con il metodo dei vantaggi, bensì vince quella che per prima si aggiudica il cinquantesimo punto. Il gioco ammette, oltreché la risposta a volo, anche quella dopo un solo rimbalzo. I punti si fanno:

 1. se il pallone oltrepassa di volo il limite del campo avversario ("volata");

 2. se il pallone, sorpassata la metà del campo, non è raccolto dall'avversario;

 3. se l'avversario manda il pallone fuori dai lati maggiori del campo di gioco;

 4. se l'avversario non manda il pallone oltre la propria metà campo.

 Per due giochi consecutivi la battuta spetta alla stessa squadra, poi si invertono i ruoli: la squadra alla battuta passa alla rimessa (ribattuta) e viceversa. Due giochi formano un trampolino. L'intero incontro è costituito da più trampolini. La vittoria spetta alla squadra che totalizza il maggior numero di giochi nei trampolini prestabiliti.

 

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